Il progetto

Laboratorio di liuteria in carcere

Dal mondo dietro le sbarre la voce e i suoni di un'umanità dimenticata

Nel Carcere di Opera è stato avviato un laboratorio di liuteria condotto da prestigiosi maestri dell’Istituto Stradivari di Cremona e sostenuto dalla Regione Lombardia. I detenuti hanno frequentano il laboratorio  tutti i giorni della settimana. L’obiettivo finale di questo progetto è il reinserimento sociale e professionale di persone in stato di marginalità sociale. I violini, pezzi unici,  frutto di ore di sapiente lavoro artigianale hanno preso vita grazie al lavoro dei detenuti, per emozionare le persone con la forza della musica e dell’arte. Uno dei violini realizzato nella liuteria è stato trasformato da Jannis Kounellis, padre dell’arte povera, uno dei più grandi artisti contemporanei, in un’opera di grande testimonianza civile. L’arte dunque, nelle sue varie espressioni, si pone nel progetto come ascolto e quindi “voce” del mondo “dietro le sbarre”, e contemporaneamente come stimolo a una rielaborazione della politica carceraria nazionale e per la costruzione di un innovativo, ma concreto, modello di formazione in carcere. Il progetto dunque intende denunciare, attraverso la “bellezza”, il dramma di un’umanità sommersa e dimenticata, non solo in Italia ma in molti luoghi nel mondo.

Alcuni violini prodotti dalla liuteria sono stati donati al Conservatorio di Milano, consegnati a bambini e ragazzi in difficoltà e a loro coetanei di etnia rom titolari di borse di studio che hanno coperto integralmente le spese di studio presso l’istituzione. Attualmente, dopo la formazione che ha coinvolto in questi anni cinque persone detenute, il progetto sta coinvolgendo un nuovo piccolo gruppo di aspiranti liutai, che saranno coordinati sempre da maestri di grande esperienza.

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