"Il senso del Pane": i laboratori di produzione di ostie nel mondo

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CARCERE DI OPERA

Il progetto "il senso del Pane" nasce all'interno del carcere di Opera, alle porte di Milano.

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Pregando e chiedendo a Gesù come poter comunicare la Sua Presenza reale nell’Eucaristia a tante persone, è nata l’intuizione di far produrre le ostie dalle mani di persone che nel loro passato avessero commesso delitti e si fossero pentite, con l’intento di donare le ostie da loro prodotte ai sacerdoti, perché le consacrassero.

Un paradosso, un modo per comunicare a credenti e non credenti l’Infinita Misericordia dell’Amore divino.

Nel carcere di Opera (Milano) è nato quindi questo primo laboratorio e tre persone detenute dal 2015 producono ostie artigianalmente. Ostie che vengono donate ogni settimana a decine di chiese in tutta Italia e all’estero.

Il Santo Padre ha benedetto il progetto e consacrato le ostie del piccolo laboratorio in occasione dell'anno Giubilare, nella Santa Messa in San Pietro .

Anche la dignità è entrata in carcere. Ogni persona detenuta ha imparato un vero e proprio mestiere e ha un lavoro riconosciuto attraverso la assunzione di ciascuno da parte della Cooperativa Casa dello Spirito e delle Arti che collabora in sinergia con i progetti della Fondazione.

In un secondo tempo il progetto “Il senso del Pane” è cresciuto: l’idea nuova era che dal primo laboratorio potessero nascere, “gemmare” nuovi “laboratori eucaristici” anche all’estero.

E così i detenuti sono diventati “formatori a distanza” e anche grazie alle loro videolezioni, è stato possibile avviare altri laboratori in Italia e in diversi Paesi del mondo.

La possibilità della rinascita per ogni essere umano parte dalla dimensione spirituale e dalla dignità di ognuno al centro.

Nel 2016, Anno del Giubileo e della Misericordia, all’interno del Carcere di Opera e con la collaborazione della Fondazione Cariplo è stato avviato un laboratorio per la produzione di ostie che ha coinvolto alcune persone detenute condannate per omicidio. "Il senso del Pane" ha visto già nel gennaio 2016 Papa Francesco consacrare le ostie preparate ad Opera in occasione del Giubileo dei Migranti. La forza e l’immediatezza del progetto, che vede il pane per la celebrazione eucaristica prodotto da chi nel suo passato ha ucciso ma ha seguito un autentico percorso di conversione interiore e pentimento, ha incoraggiato l’adesione di oltre 500 tra Diocesi italiane e straniere, congregazioni religiose, parrocchie, monasteri, realtà cristiane e cattoliche - che hanno ricevuto e continuano a ricevere gratuitamente le ostie portando ad oggi alla produzione artigianale di oltre 4 milioni di ostie. Per richiedere in dono le ostie prodotte in carcere basta scrivere a ilsensodelpane@gmail.com.

Il progetto "Il senso del Pane", grazie al supporto dei donatori pubblici e privati della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, è gemmato in Italia e all'estero, in collaborazione con associazioni e realtà che pongono al centro la dignità dell'essere umano e l'unione inscindibile tra Cristo e i poveri.  Sono queste associazioni a garantire che ciascuna persona povera coinvolta nei diversi "laboratori eucaristici" possa essere seguita nel recupero della propria dignità e autonomia.

Sono nati dunque nuovi “laboratori eucaristici”, in Italia e nel mondo, dove sono sempre gli “ultimi”, i poveri, a produrre quello che diventerà il Corpo di Cristo. A Buenos Aires sono giovani che provengono da un passato di dipendenze, a Pompei e a Betlemme persone con disabilità fisica e psichica, in Etiopia ex ragazzi di strada, a Milano ragazze madri che hanno alle loro spalle una storia di grande sofferenza, a Barcellona persone che hanno scontato la loro pena e che vengono aiutate nel loro percorso di reinserimento sociale, a Maputo persone detenute e ex detenute, in Sri Lanka giovani vedove e ragazze in stato di grande povertà.

La Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti si impegna a costruire insieme ad ogni persona che lavora nei laboratori eucaristici un progetto di vita e di dignità per il suo futuro. 

Per ogni persona il laboratorio è infatti un "luogo-ponte" per pensare al proprio futuro. Ad eccezione del carcere, le persone in stato di povertà, lavorano al massimo per due anni in ogni laboratorio, tempo necessario per pensare ad un concreto progetto di vita e di dignità

Gli articoli che parlano del progetto "Il senso del Pane":
"Le ostie che nascono dalle mani insanguinate dei detenuti" su Aleteia.org
"La rinascita è per tutti" su International Family News

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