Il progetto "Il Senso del Pane"

I laboratori di produzione ostie nel mondo

La possibilità della rinascita per ogni essere umano parte dalla dimensione spirituale e dalla dignità di ognuno al centro.

Nel 2016, Anno Giubilare, all’interno del Carcere di Opera e con la collaborazione della Fondazione Cariplo è stato avviato un laboratorio per la produzione di ostie che ha coinvolto alcuni detenuti condannati per reati gravi. Il senso del pane ha visto già nel gennaio 2016 Papa Francesco consacrare le ostie preparate ad Opera in occasione del Giubileo dei Migranti. La forza e l’immediatezza del progetto, che vede il pane per la celebrazione eucaristica prodotto da chi nel suo passato ha ucciso ma ha seguito un autentico percorso di conversione interiore e pentimento, ha incoraggiato l’adesione di oltre 350 tra Diocesi italiane e straniere, congregazioni religiose, parrocchie, monasteri, realtà cristiane e cattoliche - che hanno ricevuto e continuano a ricevere gratuitamente le ostie - portando (ad oggi) alla produzione di oltre due milioni di ostie.
Per richiedere in dono le ostie prodotte in carcere basta scrivere a ilsensodelpane@gmail.com.

Il progetto "Il Senso del Pane", attraverso il sostegno della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, è gemmato in Italia e all'estero, in collaborazione con associazioni e realtà che pongono al centro la dignità dell'essere umano e l'unione inscindibile tra Cristo e i poveri. 

La Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti  si impegna a costruire insieme ad ogni persona che lavora nei laboratori eucaristici un progetto di vita e dignità per il suo futuro.

Dove

Il primo laboratorio spirituale e di produzione di ostie, nasce nel carcere di massima sicurezza di Opera, alle porte di Milano.

Pregando e chiedendo a Gesù come poter comunicare la Sua Presenza reale nell’Eucaristia a tante persone, è nata l’intuizione di far produrre le ostie dalle mani di persone che nel loro passato avessero commesso delitti e si fossero pentiti, con l’intento di donare le ostie da loro prodotte ai sacerdoti, perché le consacrassero.

Un paradosso, un modo per comunicare a credenti e non credenti l’Infinita Misericordia dell’Amore divino.

Nel carcere di Opera (Milano) è nato quindi questo primo laboratorio e tre detenuti dal 2015 producono ostie artigianalmente. Ostie che vengono donate ogni settimana a decine di chiese in tutta Italia e all’estero.

Il Santo Padre ha benedetto il progetto e consacrato le ostie del piccolo laboratorio in occasione del Giubileo dei detenuti, nella Santa Messa in San Pietro .

Anche la dignità è entrata in carcere. I detenuti hanno imparato un vero e proprio mestiere e hanno un lavoro che riconosce loro anche una piccola retribuzione.

In un secondo tempo il progetto “Il senso del pane” è cresciuto: l’idea nuova era che dal primo laboratorio potessero nascere, “gemmare” nuovi “laboratori eucaristici” anche all’estero.

E così i detenuti sono diventati “formatori a distanza” e anche grazie alle loro videolezioni, è stato possibile avviare altri laboratori in altri Paesi.

Opera

School for Life e il laboratorio di produzione di ostie in Sri Lanka

Il progetto “Il senso del pane” è nato anche in Sri Lanka -grazie alle video-lezioni realizzate dai detenuti che lavorano nel laboratorio di produzione di ostie del carcere di Opera- all’interno del più progetto School for Life, promosso dalla Diocesi di Galle con il sostegno dell’Associazione Francesco Realmonte Onlus. 

Creato dal vicario episcopale Mons. Charles Hewawasam, è volto a promuovere la resilienza in ragazze abbandonate e giovani vedove che in un luogo accogliente, educativo e sicuro possono imparare un mestiere. Per loro l’alternativa sarebbe la strada. Per contrastare le molte vulnerabilità, dettate soprattutto dalla povertà e dalla ignoranza, sono stati creati dei laboratori per la produzione di candele, tovaglie ai quali dal mese di luglio 2019 si affiancherà il nuovo laboratorio di produzione di ostie dedicato al Professore Agostino Fusconi. 

Ciò permetterà una piccola rendita economica e soprattutto la costruzione di professionalità e la conquista di dignità sociale. Il 21 aprile 2019 lo Sri Lanka è stato scosso da una serie di attacchi terroristici che hanno colpito tre chiese nel giorno di Pasqua durante la liturgia, causando la morte di 359 persone. Il progetto di produzione di ostie è anche un segno coraggioso di testimonianza.

Sri Lanka
Sotto, due foto che ritraggono la distribuzione delle ostie ai Parroci in occasione della festa della Madonna di Matara, alla presenza del vescovo di Galles. 

Il Senso del Pane in Mozambico

La Casa della Misericordia è una struttura dell’Arcidiocesi di Maputo (Mozambico) la cui missione è l’accoglienza, l’accompagnamento e l’aiuto al reinserimento socio-familiare di ex carcerati e carcerati con pena alternativa alla prigione. Da gennaio 2019 nella Casa della misericordia è il progetto della produzione delle ostie, fiorito come una gemmazione del “Senso del pane” grazie alle video-lezioni realizzate dai detenuti che lavorano nel laboratorio di produzione di ostie del carcere di Opera.

Cinque giovani della Casa della misericordia, detenuti e ex detenuti, stanno prestando le loro forze, la loro capacità e il loro lavoro, per circa 8 ore al giorno, per preparare il pane per la celebrazione eucaristica. Le ostie sono prodotte perché vengono smistate, con l’aiuto dell’Arcidiocesi di Maputo, per raggiungere le chiese locali dove settimanalmente si riuniscono in migliaia di comunità rurali e urbane. La provincia di Maputo conta quasi 3 milioni di abitanti, molto dei quali cattolici e prima della nascita del laboratorio si registravano grandi difficoltà a soddisfare il fabbisogno di ostie.

Proprio a ridosso della sala dove si preparano le ostie è sorta una cucina a legna nella quale si preparano i pasti per i membri della Casa della misericordia e dove da circa tre mesi è nato il programma “pane di vita”, ossia un processo di aiuto alimentare per 50 famiglie che ogni mercoledì vengono a ritirare un pasto caldo confezionato da un gruppo di madri aiutate dai giovani della Casa della Misericordia.

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Briciole di vita

SIKU NI SIKU

Il cammino di un progetto d’amore, giorno per giorno


Dalla preparazione delle ostie ai pasti per i poveri: “briciole di vita” è un progetto d’amore.

Siku ni siku”, nella lingua ronga del sud di Mozambico dove è attivo il progetto “pane di vita”, sostenuto dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, significa “giorno per giorno”. Sono le parole adatte per esprimere il cammino di questo “progetto di amore” per Dio e per i fratelli bisognosi che ha preso avvio più di un anno fa per gemmazione dall’Italia alla terra mozambicana.

Il progetto della preparazione delle ostie sta sviluppando tutte le sue potenzialità dando dei passi di crescita “giorno per giorno”. Vari sono i giovani del centro di accoglienza “Casa della misericordia” (per ex detenuti e detenuti in libertà vigilata) che si alternano nella fabbricazione del pane azzimo che serve per la celebrazione eucaristica.

Così ci dice Paolo, il responsabile principale del progetto qui a Maputo: “quando preparo le ostie mi sento felice perché è un servizio per Dio. Dopo la benedizione del Padre durante la messa si trasformano nel Corpo di Gesù. Preparo le ostie con attenzione sapendo che serviranno per le comunità dei fedeli della Chiesa cattolica”.

Con quanta cura questi giovani entrano nella sala “San Giuseppe Lavoratore”, il “laboratorio delle ostie”, pregano e poi si dedicano alle varie fasi del processo produttivo delle ostie, in un clima di silenzio orante e di fraternità tra di loro. Vedere ex carcerati che hanno vissuto nel mondo della violenza trattare così “santamente le cose sante” è commovente.

Il pane eucaristico prolunga i suoi effetti benefici con il programma “briciole di vita”

Ogni settimana riuniamo nella Casa della misericordia una settantina di persone bisognose, principalmente anziani e bambini per ricevere un pasto completo, preparato con cura, da gruppi di tre signore della Legione di Maria che si alternano settimanalmente. Il numero dei bisognosi cresce e le richieste di aiuto aumentano, in un Mozambico che sta conoscendo l’ennesima crisi postelettorale e la crescita della povertà generalizzata nonostante il PIL aumenti… a beneficio di un pugno di ricchi e a scapito di una moltitudine di “Lazzari” che vivono di briciole di vita ai margini della globalizzazione dell’indifferenza.

Grazie agli aiuti che giungono dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti il nostro sogno di accrescere le “briciole” si è realizzato: per il 2020 avremo la possibilità di offrire anche una “spesa solidale” mensile alle famiglie che stiamo accompagnando nel programma.

Le briciole del nostro povero amore messe nelle mani di Gesù sfamano la moltitudine affamata di pane e di Dio.

Grazie! Khanimambo!

Siku ni siku

"Il Senso del Pane" in Etiopia

Li chiamano “i randagi”. Secondo le stime, nella sola Addis Abeba sono 100mila i bambini che vivono per strada. Arrivano, quasi sempre, dalle campagne circostanti la capitale etiope; affamati, prima che di cibo, di amore e di speranza. Spesso, le famiglie sono disintegrate, il padre è assente, la madre non riesce a sfamare tutti i figli. E loro, i bimbi di strada, arrivano in città, sognando un riscatto umano e sociale, per poter magari contribuire ad aiutare economicamente la famiglia. Invece, finiscono in strada. Se va bene, chiedono l’elemosina. Se va male, diventano piccoli teppisti, a rischio di essere catturati dalla polizia locale: per il furto di uno specchietto, puoi farti anche 5 anni di carcere, stipato con altri 50 bambini in capannoni di lamiera soffocanti, senza finestre, senza quasi servizi igienici.

Don Angelo Regazzo, o Abba Melaku, come lo chiamano in Etiopia, si sveglia tutte le mattine alle 4. Prende il pullman e gira per le periferie della città, andando incontro a questi ragazzi. Li carica a bordo e li porta a Bosco Children, la missione che i Salesiani hanno fondato nel 2008 per dare appunto una possibilità ai minori. Qui, hanno la possibilità di lavarsi, di mangiare e di cambiare vita, se vogliono. «La scelta è personale», spiega don Angelo, «e molto impegnativa. I bimbi, che per sopportare la fame e il freddo della notta in strada sono abituati a sniffare colla e a compiere piccoli furti, devono disintossicarsi e “rigare dritto”. Soltanto allora possono entrare a far parte della nostra comunità e trasformarsi da “randagi” a “monelli buoni”». A Bosco Children vivono un centinaio di ragazzi: hanno la possibilità, oltre che si mangiare e di lavarsi, anche di studiare e, nello spirito educativo dei Salesiani di don Bosco, di imparare un mestiere: lavorazione del cuoio, sartoria, cucina…

«Trascorrono da noi tre anni», aggiunge don Angelo che, insieme a Abba Johannes, salesiano etiope, a volontari, educatori e formatori gestisce la comunità. «Tra i momenti più importanti, c’è l’incontro con i genitori. Durante questo periodo, imparano un mestiere che consentirà loro, una volta usciti da Bosco Children, di trovare un’occupazione. Nel frattempo, durante la loro permanenza, nei giorni festivi hanno la possibilità di uscire, per confrontarsi con quel mondo dal quale li abbiamo sottratti. Per loro è una vera e propria “prova”, ma è anche la possibilità di mettere a frutto la professionalità imparata. Quello che guadagnano possono versarlo in un conto a loro nome e noi Salesiani ci impegniamo a raddoppiare la cifra».
A Bosco Children è nato un laboratorio per la produzione di ostie, realizzate dai bambini di strada e da quelli affidati dal carcere minorile. Commenta don Angelo: «Si tratta di una bellissima iniziativa, perché i ragazzi possono in questo modo sperimentare la misericordia e possono imparare un mestiere che li salva dalla strada. Il nostro desiderio è donare le ostie: così come abbiamo gratuitamente ricevuto dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, così gratuitamente anche noi doniamo alle altre parrocchie, per moltiplicare il bene e la solidarietà».

Etiopia

"Il Senso del Pane" trova casa a Pompei

L’attività di produzione di ostie a Pompei è ospitata nella "Casa Famiglia Maria Madre di Misericordia", sorta all’interno del "Centro per il bambino e la famiglia", voluto da Giovanni Paolo II e diretto da Raffaela e Salvatore Buonocore, della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi.

A produrre le ostie sono le persone con disabilità fisiche e psichiche che vivono nella casa-famiglia. L’arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo, benedicendo i locali e le persone che vi opereranno, ha messo in risalto "il forte legame che questa iniziativa pone fra Eucaristia e Carità. Qui, dove ogni giorno viene accolto Cristo sofferente nei fratelli e nelle sorelle in difficoltà, loro stessi prepareranno le ostie che diventeranno il Corpo di Cristo".

Le ostie prodotte saranno donate al Santuario della Madonna del Rosario di Pompei - fondato alla fine dell’ottocento dal Beato Bartolo Longo - e a tutte le Parrocchie che ne faranno richiesta.

Buenos Aires – Padre Adrian Bennardis

Nella periferia di Buenos Aires il 13,8% dei minori va a letto senza cena. Uno su dieci vive in indigenza.

Padre Adrián Bennardis, responsabile per l’Infanzia e l’adolescenza a rischio dell’arcidiocesi di Buenos Aires, cura villero, cioè sacerdote in servizio pastorale nelle villas, i quartieri poveri periferici di Buenos Aires.

Ha istituito i Centros barriales Hogar de Cristo, dove ospita i ragazzi che hanno problemi di dipendenze. Saranno proprio loro a produrre le ostie.

Il progetto avrà inizio nel mese di marzo 2020.

Il “Senso del pane” ad Alcoy – Spagna

La Comunità di vita contemplativa "San Juan de Ribera", Alcoy, Spagna

Un luogo spirituale unico in cui saranno prodotte le ostie che verranno donate per testimoniare la Presenza del Signore Gesù Cristo nella Santissima Eucaristia.

Saranno le stesse suore a produrre le ostie da donare a tutte le chiese che ne faranno richiesta, al fine di testimoniare il carisma del loro monastero: adorare e riconoscere che nel Santissimo Sacramento vi è la reale Presenza del Cristo e pregare in riparazione alle offese commesse contro la Santissima Eucaristia.

Il dono delle ostie ai sacerdoti ha un grande significato poiché ad essi sarà richiesto di testimoniare e comunicare ai fedeli l’amore per l’Eucaristia.

La Comunità appartiene all'Istituto "Serve del Signore e della Vergine di Matara", appartenente alla Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato. Il suo scopo specifico è l'evangelizzazione della cultura, in modo tale che il Vangelo affondi le sue radici nella vita e nella cultura di ogni nazione.

LA STORIA

Dal 2017 la Comunità ha risieduto nello storico Monastero del Santo Sepolcro, dove nel 1597 il Arcivescovo di Valencia san Giovanni de Ribera (1533-1611) ha fondato l'Ordine di Agostiniane Scalze, al fine di riparare la sacrilega rapina di ostie consacrate perpetrata nella parrocchia di Santa María nella città di Alcoy nell'anno 1568.

Per questo fatto, gli abitanti della città di Alcoy hanno promesso di erigere un tempio per commemorare "il furto e la scoperta delle forme sacre".

In questo tempio si conserva l'immagine miracolosa di Gesù Bambino, che cambiò la sua postura originale per indicare il luogo in cui il ladro aveva nascosto il ciborio che conteneva il Santissimo Sacramento. Allo stesso modo, il luogo in cui è stato trovato è contrassegnato da un'immagine del Cristo sdraiato da cui la chiesa e il monastero prendono il nome di "Santo Sepolcro".

In seguito al miracolo e per promuovere la devozione eucaristica, fu concesso il privilegio di poter celebrare il Corpus Domini due volte l'anno.

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LA PREGHIERA

La comunità prega per l'educazione cattolica a tutti i livelli e dal fatto di succedere alla comunità di Agustinas Descalzas de San Juan de Ribera in questo monastero, fa propria la loro intenzione di riparare le offese commesse contro la Santa Eucaristia.

Da due anni la comunità ha avuto l'immensa gioia di ottenere che la cappella di adorazione perpetua della città di Alcoy operi nella chiesa del proprio monastero, perpetuando così l'omaggio dell'amore riparatore alla presenza di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento.

Per questo la comunità è profondamente grata di poter partecipare all'importante compito di fare le ostie per il culto eucaristico.

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“Ci impegniamo a pregare per tutti i membri della Fondazione “Casa dello Spirito e delle Arti” e per il successo del progetto “Il senso del pane” in tutto il mondo, e per tutti i benefattori che hanno reso possibile questo meraviglioso miracolo di avere il nostro monastero un laboratorio di ostie”.

«La Casa del Pane»

Là dove nasce Gesù, nasce il Pane

Nascerà nei prossimi mesi un nuovo laboratorio di produzione di ostie a Betlemme (Palestina), in collaborazione con l’Hogar Niño Dios, una casa di accoglienza per bambini e adulti con disabilità fisica e psichica, abbandonati o in grave necessità.

Nel laboratorio di produzione di ostie lavoreranno le Suore “Serve del Signore e della Vergine di Matara”, appartenenti alla Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato, insieme ai ragazzi e le ragazze con disabilità del Hogar Niño Dios. Le ostie prodotte verranno donate ad alcune Chiese di Terra Santa e Giordania.

L’HOGAR NIÑO DIOS è un’opera di carità nata 15 anni fa e appartiene alla Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato, dove religiose e sacerdoti lavorano instancabilmente per offrire ai piu bisognosi una famiglia, l’affetto e la assistenza che manca a questi bambini. Oggi questa casa accoglie 36 bambini e ragazzi con disabilità fisica e psichica, che non avrebbero altri luoghi dove andare; mentre seguono i ragazzi con disabilità attraverso attività pomeridiane.

All’interno dell’Hogar i bambini trovano cuori pronti ad accoglierli e ad amarli.

In un contesto già povero e caratterizzato da una situazione endemica di tensione, i bambini con disabilità e affetti da malformazioni vengono a volte abbandonati dalle famiglie.

Tante volte, i genitori non sanno come far fronte alle disabilità dei figli a causa della mancanza di una cultura dell’assistenza verso i più deboli e sfavoriti. Molte sono in ogni caso le famiglie che non sanno come trattare il familiare disabile o che, comunque, non credono che si possa fare qualcosa per migliorarne la condizione (scuole specifiche, terapie mirate) e quindi si limitano a nutrirlo e a mantenerlo in vita.

Nel Hogar Niño Dios, sacerdoti e religiose s’impegnano per offrire a questi bambini e adulti disabili una cura completa che comprende non soltanto la salute ma anche una scuola speciale e varie attività che hanno come obiettivo lo sviluppo della persona, dai più piccoli ai più grandi, nelle loro diverse abilità.

Ma tutto questo non sarebbe possibile senza la preghiera. Per questo, i sacerdoti celebrano la Santa Messa dove si rinnova il Santo Sacrificio di Gesù e dove quel Pane degli Angeli viene dato come “dono” e “cibo”, e dove i membri della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato prendono la forza per curare Gesù nei più bisognosi, per essere uno strumento della misericordia Divina, per amare lo stesso Signore presente in quelli che sono la sua immagine di sofferenza nel mondo “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt 25, 35-36).

Durante il tempo della pandemia, senza trascurare l’assistenza dei bambini, i religiosi, le religiose, i volontari e gli impiegati hanno fatto l’adorazione eucaristica a turno, 6 ore al giorno, concludendo con la benedizione eucaristica.

La Santa Messa insieme all’adorazione eucaristica sono il centro della giornata e la Fonte di tutte le benedizioni che riceve quest’opera di Carità, per poter essere una luce nella Terra che Gesù ha scelto per nascere.

«Il Senso del Pane» a Tunisi

Sta per partire il laboratorio di produzione di ostie gestito dalle suore 
Serve del Signore e della Vergine di Matarà della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato

La missione in Tunisia ha iniziato nel anno 2005. Le suore hanno due Comunità, una per l’assistenza pastorale della Cattedrale, dove lavorano i sacerdoti e l’altra si occupa di una scuola.

Questa scuola è una delle nove scuole che ha la Chiesa in Tunisia, scuole tutte frequentate da musulmani.

In Cattedrale le suore aiutano nella sacristia, la liturgia, la corale, la visita agli ammalati e agli anziani, gruppi di giovani, e in  tutta la pastorale. Sono inoltre incaricate della Casa Diocesana a Tunisi, che è una casa d’accoglienza per volontari, religiosi e giovani studenti, la maggioranza europei che frequentano corsi d’arabo.

Hanno anche aperto una Residenza Universitaria per ragazze subsahariane, per offrire loro una contenzione e un ambiente cristiano e famigliare. Questa casa è completamente a carico dell’Istituto e le ragazze sono attualmente in 6.

La Tunisia è un paese musulmano, con una presenza cristiana minima, composta quasi nella sua totalità di stranieri, tra questi quasi tutti sono ragazzi africani che vengono per i loro studi universitari.

Essendo cosi, le suore sono spesso nella difficoltà per trovare gli elementi necessari per la liturgia, particolarmente le ostie. Queste vengono sempre da fuori, bisogna  dunque prevedere di avere le ostie necessarie per tutte le parrocchie e le comunità, approfittando dei viaggi all’esterno. A volte è capitato di aver rischiato di rimanere senza, come in questo tempo di pandemia dove i voli sono stati annullati.

Cosa puoi fare

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