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Progetti di vita e di dignità

 

I "laboratori eucaristici" vogliono essere dei "luoghi-ponte" nei quali le persone fragili che producono le ostie hanno la possibilità di un lavoro e dunque di una retribuzione e vengono ascoltate per poter capire un possibile progetto di vita adatto ai talenti e alle inclinazioni personali. I laboratori dunque vogliono essere luoghi dove al centro vi sia l'essere umano e la sua dignità da ascoltare e coltivare affinché fiorisca in un concreto progetto di autonomia. In ogni laboratorio gli educatori, in un percorso di accompagnamento di una durata massima di due anni, insieme al sacerdote responsabile del progetto, aiutano ciascuna persona nel suo inserimento o reinserimento sociale e lavorativo. Solo nel caso del carcere, dove le pene da scontare sono spesso molto lunghe, le persone che lavorano nel laboratorio sono assunte a tempo indeterminato.

Prima di "lasciare" il laboratorio le persone fragili che hanno ricevuto sostegno insegnano ad altre persone in difficoltà l'"arte" di produrre le ostie. Un "passaggio di consegne" che permette di aiutare più persone possibili.
Il percorso verso la dignità e l'autonomia è sempre strettamente connesso alla testimonianza che viene rivolta alle chiese. I sacerdoti che ricevono in dono le ostie raccontano ai fedeli da dove le ostie provengono, raccontano di quel determinato contesto di povertà e testimoniano che nel pane consacrato c'è davvero la presenza del Cristo.

Progetti di vita e di dignità

I "laboratori eucaristici" vogliono essere dei "luoghi-ponte" nei quali le persone fragili che producono le ostie hanno la possibilità di un lavoro e dunque di una retribuzione e vengono ascoltate per poter capire un possibile progetto di vita adatto ai talenti e alle inclinazioni personali.
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I laboratori dunque vogliono essere luoghi dove al centro vi sia l'essere umano e la sua dignità da ascoltare e coltivare affinché fiorisca in un concreto progetto di autonomia. In ogni laboratorio gli educatori, in un percorso di accompagnamento di una durata massima di due anni, insieme al sacerdote responsabile del progetto, aiutano ciascuna persona nel suo inserimento o reinserimento sociale e lavorativo. Solo nel caso del carcere, dove le pene da scontare sono spesso molto lunghe, le persone che lavorano nel laboratorio sono assunte a tempo indeterminato.
Prima di "lasciare" il laboratorio le persone fragili che hanno ricevuto sostegno insegnano ad altre persone in difficoltà l'"arte" di produrre le ostie. Un "passaggio di consegne" che permette di aiutare più persone possibili.
Il percorso verso la dignità e l'autonomia è sempre strettamente connesso alla testimonianza che viene rivolta alle chiese. I sacerdoti che ricevono in dono le ostie raccontano ai fedeli da dove le ostie provengono, raccontano di quel determinato contesto di povertà e testimoniano che nel pane consacrato c'è davvero la presenza del Cristo.

CARCERE DI OPERA

MOZAMBICO

SRI LANKA

ETIOPIA

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