La Rete delle Piccole Orchestre dei Popoli

Un progetto della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e dell’Associazione Francesco Realmonte in collaborazione con RiRes, Unità di Ricerca sulla Resilienza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Il progetto è dedicato a Marisa e Vittorio Baldoni.

La musica è un linguaggio universale capace di unire popoli di lingua, religioni e culture diverse.

Da questa premessa parte la sfida del progetto “La Rete delle Piccole Orchestre dei Popoli ” che vuole portare alla luce differenze e similitudini di cinque diverse realtà: Argentina, RD Congo, Papua Nuova Guinea, Siria e Italia, per testimoniare che il potere della musica e dell’arte è più forte dei pregiudizi, delle fratture etniche o sociali, di ogni tipo di divisione e conflitto.

 

“Fratelli tutti” tradotto in arte musicale   

È così che i laboratori musicali nascono e si sviluppano in vari Paesi, includendo socialmente, valorizzando talenti altrimenti dispersi, formando e educando giovanissimi alla cultura dell’armonia. Ma il mondo intero può essere trasformato in  un unico grande laboratorio in cui tutti possono parlare la stessa lingua, quella della fratellanza.
Le varie orchestre diventano così “La Rete delle Piccole Orchestre dei Popoli” che si esibisce in un unico brano comune e diventa bandiera di fratellanza, mostrando al mondo che si può essere  “Fratelli tutti”. 

LE ORCHESTRE COINVOLTE NEI DIVERSI PAESI

SCUOLA DI MUSICA A NEBEK (Siria)

Creare attraverso la musica coesione ed armonia tra i bambini e le famiglie cristiane e islamiche

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Presso la città di Nebek la Comunità monastica al-Khalil di Deir Mar Musa - fondata da padre Paolo Dall’Oglio nel 1991 e presente in Siria nel Monastero di Mar Musa, in Kurdistan Iracheno a Sulaymaniyah– è impegnata in iniziative di aiuto umanitario, necessarie nella drammatica situazione in cui si trova la Siria dopo 10 anni di guerra, ma non ha abbandonato le numerose iniziative centrate sulla formazione, riconoscendo ad essa una particolare valenza per favorire il dialogo islamo-cristiano e la pacifica convivenza fra religioni e popoli.

La scuola di musica a Nebek (80 km a nord di Damasco) ha lo  scopo di scoprire i talenti dei bambini e soprattutto contribuire a creare attraverso la musica coesione ed armonia tra i bambini e le famiglie cristiane e islamiche.  Vi partecipano 60 bambini e ragazzi, fra 8 e 17 anni, sotto la guida di 10 insegnanti musicisti che vengono settimanalmente da Damasco. La Comunità fornisce gli strumenti musicali ai bambini e provvede a retribuire gli insegnanti di musica e agli altri costi di gestione. La scuola organizza concerti speciali con i giovani musicisti in occasione di feste ed eventi cittadini.

IL PROGETTO CHE UNISCE LE CINQUE ORCHESTRE

"CANTO PROSSIMO" PREGHIERA AL CREATORE - ENCICLICA FRATELLI TUTTI

Il progetto che accomuna le cinque orchestre è maturato all'interno dell'Orchestra dei Popoli Vittorio Baldoni, di cui direttore artistico è Ciro Menale.

Il punto di partenza
dall’Enciclica "Fratelli tutti"

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. Senza dubbio si tratta di un’altra logica. Se non ci si sforza di entrare in questa logica le mie parole suoneranno come fantasie […] è possibile accettare la sfida di sognare e pensare ad un’altra umanità.

148. (…) ho esortato i popoli originari a custodire le loro radici e le loro culture ancestrali, ma ho voluto precisare che non era «mia intenzione proporre un indigenismo completamente chiuso, astorico, statico, che si sottragga a qualsiasi forma di meticciato» […] Il mondo cresce e si riempie di nuova bellezza grazie a successive sintesi che si producono tra culture aperte, fuori da ogni imposizione culturale.

La proposta si basa su questi passi dell’enciclica “Fratelli tutti”.

 

Punto di arrivo:
Un’unica orchestra di orchestre: “Fratelli tutti” tradotto in arte musicale

L’obiettivo è creare un video-concerto con i componenti di tutti gli enti e le orchestre  per raccontare ciascuna  realtà e eseguire insieme la preghiera di papa Francesco sulle note di un’armonia comune.

In ciascun Paese – ArgentinaCongoPapua Nuova GuineaSiria e Italia ---  verrà organizzata una rappresentazione con la presenza del pubblico, nell’ambito della quale le orchestre eseguiranno un unico tema, accompagnando la lettura – fatta da persone del luogo -  della “Preghiera al Creatore” dell’Enciclica.

La lettura avverrà nella lingua di ciascun Paese. Insieme all’orchestra, un solista suonerà uno strumento caratteristico di ciascun  Paese, dando vita a momenti di improvvisazione melodica .
 

Preghiera al Creatore

Signore e Padre dell’umanità,

che hai creato tutti gli esseri umani con la stessa dignità,

infondi nei nostri cuori uno spirito fraterno.

Ispiraci il sogno di un nuovo incontro, di dialogo, di giustizia e di pace.

Stimolaci a creare società più sane e un mondo più degno,

senza fame, senza povertà, senza violenza, senza guerre.

Il nostro cuore si apra

a tutti i popoli e le nazioni della terra,

per riconoscere il bene e la bellezza

che hai seminato in ciascuno di essi,

per stringere legami di unità, di progetti comuni,

di speranze condivise. Amen.

 

 

L’importanza di educare i giovani alla musica

Questo è l’appello del 9 gennaio 2020 di papa Francesco:  unire gli sforzi per far nascere un’alleanza educativa per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna

Lo stesso appello fu ribadito con forza in occasione del Global Compact on Education del 15 ottobre 2020 ai rappresentanti delle principali religioni, agli esponenti di organismi internazionali e delle diverse istituzioni umanitarie, al mondo accademico, economico, politico e culturale e a tutti quelli che hanno a cuore l’educazione delle giovani generazioni www.educationglobalcompact.org

Una proposta concreta per un sostegno a bambini e giovani che vivono situazioni di fragilità

Questo progetto vuole essere una proposta concreta alla sfida urgente per un sostegno a bambini e giovani che vivono situazioni di fragilità socio-economica, che incontrano ostacoli nella loro traiettoria formativa e che per questi motivi abbandonano precocemente la scuola  (Rapporto Save the Children 2020 “Riscriviamo il futuro”; Rapporto ISMU 2/2020, Alunni con background migratorio in Italia. Le opportunità oltre gli ostacoli).

 

La musica per diventare più forti

Il filo conduttore del progetto è il rafforzamento della resilienza in ambito educativo attraverso la musica, cioè il potenziamento della capacità di far fronte alle difficoltà scolastiche e formative per strappare bambini e ragazzi dall’esclusione e dall’emarginazione che impediscono il fiorire di talenti e capacità.

Per raggiungere questo obiettivo la Fondazione Casa dello Spirito  delle Arti e l’Associazione Francesco Realmonte si relazionano a contesti di vulnerabilità - con minori vittime di migrazione forzata, di violenze e abbandoni - che attraverso la musica e altre arti figurative possono guardare al loro futuro con maggiore speranza (Castelli C., Resilienza e creatività, Franco Angeli, 2012). La Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e l’Associazione Francesco Realmonte  sosterranno a livello economico le spese dell’iniziativa.

 

L’arte della riparazione 

L’arte di non vergognarsi delle ferite, anzi di rafforzarsi e di prendere una nuova vita malgrado le ferite, e i difetti, è la delicata lezione simbolica suggerita dall’antica arte giapponese del kintsugi cui il progetto s’ispira. Secondo quest’arte i cocci rotti del vasellame vengono ricomposti e uniti da una colata d’oro che impreziosisce il prodotto.

Con questa tecnica si creano vere e proprie opere d’arte, sempre diverse, ognuna con la propria trama da raccontare, questo grazie all’unicità delle crepe che si creano quando l’oggetto si rompe, come fossero ferite che lasciano tracce diverse nel corpo delle persone. La metafora vuole insegnare che le ferite dell’anima, come le crepe, possono ricomporsi e che, ricordando la fiaba di Andersen “I brutti anatroccoli”, come gli “scartati” dalla società, possono diventare dei bei cigni.

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